Approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge sul femminicidio

Approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge sul femminicidio ed interventi per il contrasto alla violenza sulle donne e la tutela delle vittime.

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Il Consiglio dei ministri ha approvato, il 07/03/2025, lo schema del disegno di legge intitolato “Introduzione del delitto di femminicidio e altri interventi normativi per il contrasto alla violenza sulle donne e la tutela delle vittime”.
Il provvedimento introduce significative modifiche al sistema giuridico italiano.
1) Il reato di femminicidio
Il nuovo Disegno di Legge introduce il reato specifico di femminicidio nel Codice Penale, con pene severe e modifiche procedurali per rafforzare la tutela delle vittime di violenza di genere.
Il reato di femminicidio viene inserito nel Codice Penale con l’articolo 577-bis.
“Viene punito con l’ergastolo chi uccide una donna per motivi di discriminazione, odio di genere o per reprimere l’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà”.
Se vi sono attenuanti, la pena non può scendere sotto i 15 o 24 anni, a seconda delle circostanze.
2) Aggravanti per violenza e maltrattamenti👇👇👇

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2) Aggravanti per violenza e maltrattamenti
Sono introdotti aggravanti per reati di violenza, tra cui:
Maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.) “la pena aumenta fino alla metà se il reato è motivato da discriminazione di genere”.
Lesioni personali, stalking e violenza sessuale (artt. 585, 593-ter, 609-ter, 612-bis c.p.) aumento della pena se il crimine è commesso con finalità di odio di genere.
3) Maggior tutela per le vittime
La vittima ha diritto a essere informata in tempo reale sui procedimenti penali e sulle eventuali richieste di patteggiamento dell’imputato.
È rafforzata la protezione cautelare, con maggiore facilità di applicazione della custodia in carcere o degli arresti domiciliari per gli autori di violenze gravi.
4) Formazione obbligatoria per magistrati
I magistrati che trattano casi di violenza di genere e domestica dovranno partecipare a corsi obbligatori per migliorare la gestione dei procedimenti e prevenire la vittimizzazione secondaria.

Di redazione

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