“Direzione Santiago – Le emozioni di un Cavaliere” – Quarta tappa: Da Pamplona a Lorca – Rubrica a cura di Vins Tramontano, pellegrino Commendatore del Cammino di Santiago
Quarta tappa - Da Pamplona a Lorca
Il quotidiano online News & Social si arricchisce di un'ulteriore rubrica dal titolo : "Direzione Santiago - Le emozioni di un Cavaliere" curata da Vins Tramontano, pellegrino Commendatore dell'Ordine del Cammino di Santiago.
Vins Tramontano ci racconterà del suo cammino per raggiungere Santiago de Compostela (Spagna), vivremo questa sua esperienza attraverso le sue emozioni e la narrazione delle tappe giornaliere.
Quarta tappa – Da Pamplona a Lorca
Come mi ero addormentato mi svegliai, desideroso di continuare a sognare. Alle 05:00 ero già fuori l’albergo, diretto al centro di Pamplona per assicurarmi un posto in prima fila, per assistere all’encierro, cioè al passaggio dei tori. Infatti non ero il solo, come me tante persone già in strada, man mano che mi avvicinavo al centro città notavo che tanti gruppi erano stati svegli dal giorno prima ad aspettare l’alba. La corsa dei tori sono il pezzo forte di questa famosa celebrazione che trasforma Pamplona in una festa continua.
Trovai posto sulla terza staccionata, al centro della piazza del municipio, anche se era presto, non volevo tralasciare niente di quei passaggi. Li vicino migliaia di persone armate di coraggio, disposte a correre davanti ai tori scatenati, aspettavano i gendarmi che li autorizzassero ad entrare dentro la prima staccionata, quella in cui passavano i tori.
tori. L’itinerario dei tori si sviluppava nel centro di Pamplona, e aveva una lunghezza di circa 849 metri. Solo 6 tori per volta e per tre volte allo scoccare delle 08:00 venivano rilasciati per correre lungo la strada, con una particolarità diversa tra loro, i primi sei tori erano mansueti, facevano da apripista ai successivi, infatti il secondo e il terzo gruppo di tori erano decisamente piu attivi. La corsa dei tori terminava nell’arena della città, dove nel pomeriggio si svolgevano le tradizionali corride spagnole con i matador. La corsa dei tori, dall’arrivo alla partenza durava solo due o tre minuti, tuttavia, in questo breve tempo, molte persone potevano essere calpestate o incornate dai tori. Erano le 10:00, soddisfatto di aver preso parte alla festa di San Firmin, rientrai in albergo, presi lo zaino e pensai, oggi non andrò lontano, pagherò l’alzataccia di questa mattina. Dopo i primi chilometri notai un cambiamento notevole nel paesaggio e nell’orografia del cammino. Ero passato dal verde dei Pirenei, che mi aveva accompagnato, fino al giallo dei campi di cereali e dei girasoli, uno spettacolo di colori, qualcosa di insolito, che catturai in tanti scatti. La tappa di quel giorno mi stava proponendo molti scenari, che mi spingevano a proseguire, ammiravo ed ero nell’animo contento, affrontai la salita al Monte del Perdon senza accorgermene. Un punto importante delcammino, con i suoi 770 m di altitudine separava le montagne dalla zona degli altopiani di Navarra…Continua la lettura
Sul crinale il Monumento al Pellegrino, opera originale in metallo dell’artista Vicente Galbete, che mostrava una carovana di pellegrini di epoche diverse che rappresentavano l’evoluzione del Cammino nella sua storia. Foto a gogò per soddisfare la mia mania di immortalare quanto piu possibile, già, è il mio modo di rivivere i ricordi a distanza di anni. Ammirai l’altopiano, con le sue strade che si perdevano all’orizzonte e le sue viste e vaste pianure. Attraversai alcuni puepli (piccoli paesi) per arrivare finalmente a Ponte La Reina, un tranquillissimo paesino, era passata l’ora di pranzo da un po e anche se non avvertivo la fame comprai una bottiglia di acqua e un pezzo di tortiglia (frittata di patate) e mi sdraiai all’ombra del famoso ponte monumentale romanico sull’Arga. Riposato, ripresi a camminare, decisi di fermarmi per la notte a Lorca e prima di arrivare incontrai a malapena due paesini. A Lorca attirò la mia attenzione il prominente abside della chiesa di San Salvador, mentre percorrevo la strada principale, stretta e silenziosa, che portava all’altro capo del pueblo, notai due albergue, uno di fronte l’altro, seduti quasi al centro c’erano un gruppo di pellegrini che si stavano rilassando cantando, uno di loro li accompagnava con una chitarra. Pensai, uno vale l’altro, entrai in quello di sinistra. In mezz’ora feci le operazioni essenziali, cioè la doccia e lavai i pochi indumenti, e prima di cena riuscì anche a fare un giretto per il paese. In piazza c’era una vecchietta, donna Carmelita che non esitò a chiedermi da dove venissi, mi raccontò che era vedova e aveva 81 anni, cominciò a parlarmi della sua famiglia e dei suoi guai. Era un fiume in piena, anche se mi faceva piacere ascoltarla, la dovetti interrompere e salutare, si era fatta ora di cena. Dopo cenato, con i pellegrini dei due albergue uniti in un grande gruppo, cantai canzoni spagnole.
Vins Tramontano
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A seguire ampia galleria fotografica – photo credit: Vins Tramontano




