I detenuti non sono persone di serie B

Sono scioccanti le immagini che ci sono arrivate in questi giorni dai media circa le violenze subite da un detenuto di origine Tunisina, che è stato incappucciato, picchiato, denudato e poi trasportato in cella.

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Il povero detenuto infine, pur di ricevere assistenza per quello che aveva subito dalle guardie carcerarie, si è tagliato volontariamente con il lavandino situato nella propria cella, provocandosi una profonda ferita che lo ha visto protagonista di un abbondante perdita di sangue che ha reso necessario l’intervento dell’infermeria del carcere.

L’episodio, avvenuto il 3 aprile del 2023, è stato documento da un video dal quale risulta che il pestaggio, avvenuto in due fasi è durato circa 10 minuti. «Si è trattato di qualcosa di brutale, feroce e assolutamente sproporzionato rispetto al comportamento del detenuto», ha scritto il gip Luca Ramponi che nel luglio scorso ha emesso un’ordinanza di interdizione dal servizio per dieci indagati.

Sempre più difficile il rapporto obbligato fra detenuti e poliziotti penitenziari in un ambiente spesso poco ospitale come quello delle carceri; infatti ancora oggi l’Italia riceve sanzioni da parte dell’Unione Euopea a causa delle strutture delle nostre carceri, spesso fatiscenti e non rispettose della dignità umana. Questo disagio causato da strutture indecorose, personale ridotto, sovraffollamento delle carceri porta a situazioni di nervosismo, tensione che poi possono scaturire in qualcosa di più grave.

Non è questo il caso, i vari reati contestati sono di estrema gravità : tortura, lesioni e falso.

Dispiace che ancora oggi, troppo spesso, il carcere viene visto solamente come occasione per punire e non anche come possibilità di rieducare il detenuto così come la costituzione osserva all’art 27.

In questo caso siamo andati oltre andando ” presumibilmente ” a scomodare anche l’art.3 della Cedu che proibisce la tortura e il trattamento o pena disumano o degradante.

Speriamo che la giustizia faccia il suo corso e punisca i responsabili, se tali verranno considerati, ad oggi, rimangono solamente delle brutali immagini trasmesse dai notiziari che mai vorremmo vedere per nessun motivo al mondo.

 

A cura del criminologo Michelangelo Morreale

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